STORIA DEL PRIMO CARRO ARMATO

IL PROGETTISTA NON ASCOLTATO
Nel 1912 uno sconosciuto caporale di fanteria australiano (così sconosciuto che se ne ricordano soltanto le iniziali del nome, L. E. de Mole) spedì allo War Office del Ministero della Guerra britannico il progetto di un veicolo cingolato capace di muoversi su ogni tipo di terreno. De Mole possedeva indubbiamente solide cognizioni tecniche (si dice fosse un ingegnere); nonostante ciò il progetto fu esaminato solo superficialmente, e al caporale de Mole fu risposto che quel tipo di veicolo non interessava.
I disegni del cingolato australiano sono però rimasti e consentono di constatare che de Mole aveva elaborato

un progetto molto avanzato per l’epoca e addirittura migliore di quelle che sarebbero poi state le stesse realizzazioni della prima guerra mondiale. Il suo veicolo aveva da lui ricevuto il nome di “Endless tracked vehicle” (veicolo a cingolo senza fine); per la prima volta, nell’impero britannico, qualcuno pensava dunque a un mezzo meccanico munito di una catena di cingoli che costituiva il binario su cui

far muovere il mezzo stesso.
De Mole non aveva previsto - o se lo aveva fatto non ne è stata tramandata memoria - che il suo veicolo cingolato potesse essere usato per il combattimento. Non accenna, neI progetto, nè a blindature nè ad eventuali armamenti.
Si distingue, invece, per un elemento assolutamente originale: lo sterzo del sistema, attuato mediante un ingegnoso dispositivo che faceva ruotare verso destra o sinistra, come desiderato, due ruote anteriori e l’intera sezione di cingolo. Per questo motivo le singole maglie della cingolatura, oltre ad essere imperniate in modo da poter ruotare sul piano verticale (come i cingoli moderni), potevano ruotare anche sul piano orizzontale: perciò, durante l’operazione di sterzo, piegavano ad angolo. L’ ingegnere australiano aveva così risolto, in maniera invero assai poco ortodossa, il problema della “rigidità” dei cingoli, che ha sempre posto dei limiti alle dimensioni dei carri armati.
Da notare che anche in tempi posteriori, per esempio durante la seconda guerra mondiale, sistemi vari di sterzo saranno elaborati per particolari veicoli cingolati per i quali non era possibile applicare il sistema tradizionale di rallentare o arrestare il movimento di un cingolo per ottenere la sterzata.
Nel 1915, a guerra iniziata, De Mole richiamò l’attenzione dello War Office sul progetto, e c’è da presumere che, essendosi già cristallizzato il fronte, a quell’epoca, su due opposte linee di trincea, abbia suggerito un eventuale uso “ad hoc” del veicolo cingolato. Ma anche in questo caso la risposta fu negativa e benché a quell’epoca molti brillanti ufficiali ed un uomo politico lungimirante come Winston Churchill si stessero occupando della realizzazione dei veicoli da combattimento cingolati).
Soltanto nel 1919 la Commissione per riconoscimenti agli inventori ammetterà che il mezzo a cingoli di de Mole costituiva una “invenzione molto brillante che anticipava ed in molti casi superava le realizzazioni impiegate in guerra dal 1916”.

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